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Restauro di macchine per scrivere d’epoca

Olivetti Graphika, 1957

Macchina per scrivere Olivetti Graphika completamente restaurata

La Olivetti Graphika è una macchina per scrivere manuale a scrittura proporzionale che rappresenta uno dei prodotti più particolari e, al contempo, meno fortunati commercialmente di casa Olivetti. Unica nel suo genere, in questo articolo ne analizzeremo nel dettaglio sia le peculiarità sia le criticità, approfondendo anche le soluzioni tecniche che ne hanno caratterizzato il progetto. Verranno infine illustrate, passo dopo passo, le fasi di un restauro meticoloso che ha permesso di riportare la macchina in condizioni di perfetta efficienza e di riconsegnarla al cliente corredata da un certificato di collaudo scritto, oltre che da una garanzia di 2 anni sul corretto funzionamento, a testimonianza dell’accuratezza e dell’affidabilità del lavoro svolto.

La Graphika deriva meccanicamente dalla Lexikon 80, con la quale condivide moltissimi componenti, tanto che — trascurando per un attimo il colore e alcuni piccoli dettagli — i due modelli possono apparire identici a un occhio inesperto. In realtà, la differenza principale è più sottile e risiede nel sistema di scrittura: una spaziatura proporzionale abbinata a caratteri disegnati da due dei grandi tipografi del Novecento.

Differenza tra caratteri proporzionali e monospaziatiMa qual è la differenza tra un carattere proporzionale e uno monospaziato? Un carattere proporzionale è, ad esempio, quello che state leggendo su questo sito: le diverse lettere occupano larghezze differenti. Quando invece ogni lettera — sia essa una “m” oppure una “i” — occupa la stessa quantità di spazio, il carattere viene definito monospaziato. È noto che le macchine per scrivere meccaniche siano tutt’altro che dispositivi semplici, anzi spesso sono piuttosto complesse; tuttavia, l’impiego di caratteri monospaziati permetteva di evitare ulteriori complicazioni meccaniche. Il limite di questa famiglia di caratteri risiede nell’inevitabile squilibrio visivo: zone più “dense” in corrispondenza delle lettere larghe, come la “m”, e spazi eccessivi attorno alle lettere più strette, come la “i”. Per questo vennero sviluppate soluzioni grafiche specifiche, tra cui grazie molto pronunciate sulle lettere strette (i, l, j), nel tentativo di compensare visivamente queste differenze e ottenere una lettura più uniforme. Il più celebre e riuscito tra i caratteri monospaziati è il “Pica”, del quale esistono numerose varianti.

Disegno tecnico dello scappamento della Olivetti Graphika La Olivetti Graphika risolve questi problemi assegnando a ciascun carattere uno spazio proporzionale alla sua forma. Le lettere e i segni vengono quindi suddivisi in quattro gruppi, con valori di 2, 3, 4 e 5 unità, dove ogni unità corrisponde a 0,785 mm. Ad esempio, la lettera “i” vale 2 unità, la “a” ne vale 3 e la “A” 4. È inoltre disponibile una funzione “espanso” che aggiunge un’unità di spazio a destra di ciascun carattere, mantenendo però la barra spaziatrice sul valore di base. Per questo motivo la barra spaziatrice è smezzata: la parte sinistra produce 2 unità, mentre quella destra ne produce 3. Questo sistema proporzionale permette di ottenere una pagina dattiloscritta visivamente più equilibrata e “tipografica”, avvicinando la resa della macchina per scrivere a quella della stampa tradizionale. Un altro elemento distintivo è la disponibilità di due caratteri tipografici disegnati da due grandi grafici del Novecento: Imre Reiner e A.M. Cassandre (pseudonimo di Adolphe Jean-Marie Mouron). I due caratteri differiscono non soltanto nello stile, ma anche nei coefficienti di proporzionalità. Ad esempio, la lettera “r” vale 2 unità nel Cassandre e 3 nel Reiner. È importante sottolineare che i due sistemi non sono intercambiabili.

Distribuzione dei caratteri e delle tastiere nazionali della Olivetti GraphikaFurono prodotte dodici differenti tastiere nazionali, destinate ai principali mercati ai quali si rivolgeva Olivetti. È però importante ricordare che l’Italia fu l’unico mercato nel quale erano disponibili sia il carattere Reiner sia il Cassandre. Le Graphika con tastiera francese AZERTY, ad esempio, si trovano esclusivamente con carattere Reiner, così come le QWERTZ svizzere; le QWERTZ tedesche montano invece soltanto il Cassandre, come anche le versioni americane QWERTY. Per un quadro dettagliato, nella tabella allegata sono riportate tutte le tastiere disponibili e i relativi caratteri. Una domanda che mi viene posta spesso è: «Quale dei due caratteri è più raro in termini assoluti?». È difficile rispondere con certezza, poiché non conosciamo i quantitativi prodotti per ciascun Paese. Tuttavia, confrontandomi anche con altri collezionisti Olivetti, il Cassandre sembra essere meno comune del Reiner, con una distribuzione stimabile indicativamente in circa un terzo Cassandre e due terzi Reiner.

La Graphika ottenne uno scarso successo commerciale e le ragioni furono principalmente di natura pratica. La complessità meccanica del sistema la rendeva molto più difficile da utilizzare rispetto a una Lexikon, sia per il tocco sia per il ritorno a capo; era inoltre più costosa, e già la Lexikon era una macchina per scrivere decisamente costosa. In caso di errore di battitura o di carattere battuto solo parzialmente, tornare alla posizione esatta non era immediato: bisognava consultare la tabella di spaziatura per verificare quante unità occupasse il carattere e quindi premere il tasto di ritorno del numero corrispondente di volte. Era un problema comune a tutte le macchine per scrivere meccaniche a spaziatura proporzionale, con l’eccezione della IBM Selectric Composer. Infine — e probabilmente questo fu il limite più importante — l’assenza di un sistema in grado di calcolare gli spazi necessari alla corretta giustificazione del testo, unita all’impiego di un nastro in tessuto anziché carbografico, impedì alla macchina di diffondersi nelle piccole tipografie, dove avrebbe potuto affermarsi come strumento per la preparazione di matrici destinate ai duplicatori ad alcool.

Questa è la storia della Graphika, la rara Olivetti manuale prodotta in meno di 8.000 esemplari negli stabilimenti Olivetti di Glasgow e Ivrea tra il 1957 e il 1959. Una macchina per scrivere un tempo considerata “fallimentare”, oggi invece molto ricercata dal punto di vista collezionistico, capace di affascinare gli appassionati di scrittura meccanica di tutto il mondo, desiderosi di realizzare dattiloscritti dal carattere fortemente distintivo.

Alcune fasi del restauro della Olivetti Graphika

Un restauro completo di una macchina per scrivere inizia con lo smontaggio della macchina, seguito da un accurato lavaggio di tutti i componenti meccanici, dapprima in vasca a ultrasuoni e successivamente mediante risciacquo con un solvente a base di petrolio. Le carenature esterne vengono invece trattate separatamente con prodotti a base acquosa, così da preservarne il colore originale.

Una volta pulito, ogni componente viene accuratamente asciugato e rimontato; il meccanismo interno viene quindi lubrificato con precisione nei punti necessari per garantire prestazioni ottimali. Anche la molla di carica viene smontata, pulita e rimontata con grasso nuovo, così da assicurare una tensione costante e un movimento fluido del carrello.

Macchina per scrivere Olivetti Graphika durante il restauro

La macchina viene quindi sottoposta a un processo completo di registrazione, comprendente la messa a punto del cinematico, dell’alzo del nastro e dell’allineamento tra caratteri maiuscoli e minuscoli. I componenti soggetti alla naturale usura, come il nastro inchiostrato, i gommini, il tirante del carrello e le eventuali molle indebolite, vengono sostituiti con parti nuove. I componenti danneggiati vengono riparati oppure sostituiti con ricambi New Old Stock.

Lavaggio a ultrasuoni del corpo macchina

Contro lo sporco ostinato, seccato dopo cinquanta e più anni di abbandono, il classico abbinamento di petrolio e pennello potrebbe fare ben poco. Mi riferisco in particolare a bianchetto secco, residui di gomma da cancellare — talvolta addirittura fusi dal calore di una soffitta —, grasso indurito, depositi di sebo misti a pelle morta e così via. La vasca a ultrasuoni che utilizzo nei miei restauri è stata realizzata da una ditta specializzata ed è stata studiata e costruita su misura specificamente per il lavaggio delle macchine per scrivere.

Come funziona? Il fenomeno alla base è quello della cavitazione. Le potenti onde generate dai sonotrodi vengono trasmesse all’acqua, creando microbolle ad altissima pressione che implodono a contatto con il pezzo. Utilizzando una semplice soluzione di acqua e sapone si ottiene un’azione combinata: un effetto fisico di “microspazzolatura” ad alta frequenza, unito all’azione sgrassante del detergente disciolto nel bagno. Il risultato è eccellente e, utilizzando saponi biodegradabili, anche l’impatto ambientale rimane ridotto.

Dopo il lavaggio è indispensabile risciacquare i componenti in benzina rettificata, così da eliminare ogni residuo di umidità e prevenire l’ossidazione. Questo passaggio garantisce la rimozione anche delle più piccole tracce d’acqua prima dell’asciugatura e della successiva lubrificazione.

Ricostruzione delle parti in gomma deteriorate

Per riportare una Olivetti Graphika in perfette condizioni di funzionamento è indispensabile ricostruire i diversi componenti in gomma, che con il passare degli anni tendono a indurirsi fino, in alcuni casi, a sgretolarsi completamente. Piedini, rullo di stampa principale e rullini di trascinamento carta, sia inferiori sia frontali, devono essere rinnovati. Tutto ciò è reso possibile dall’esperienza e dalle attrezzature specialistiche disponibili in laboratorio. Per maggiori informazioni sul rifacimento dei rulli e dei rullini, potete consultare questa pagina.

Revisione e messa a punto della frizione

Registrazione di precisione dei caratteri

Riduzione del fastidioso eco di molla

Certificato di collaudo della Olivetti Graphika

Al termine del restauro, la macchina per scrivere viene sottoposta a un collaudo funzionale completo. Viene quindi rilasciato un certificato finale, dattiloscritto con la macchina stessa, firmato e timbrato, a garanzia dell’intervento.

Certificato di collaudo della Olivetti Graphika