La Continental Standard è un modello di macchina per scrivere di grande successo, prodotto in Germania dalla Wanderer-Werke a partire dal 1904. La storia di questa azienda, fondata nel 1885 a Schönau, è per molti aspetti simile a quella della Triumph. Nacque come produttrice di biciclette, per poi espandersi in diversi settori, tra cui quello delle macchine per scrivere.
La macchina presentata in questo articolo, sulla base del numero di serie, risulta essere stata prodotta nel 1945. Nacque quindi tra le macerie di una fabbrica colpita dai bombardamenti alleati, plasmata dalle mani di un popolo ormai provato e sofferente. Eppure nulla di tutto questo traspare dalla macchina: i dettagli sono rifiniti con la stessa cura di quelli delle Continental prodotte nei 41 anni precedenti. Trovo la cosa sorprendente e capace di far riflettere sulla dedizione alla qualità che caratterizzava le aziende di un tempo: anche sotto le bombe, una macchina per scrivere doveva essere costruita in modo impeccabile.
Per il restauro è stato necessario rimuovere la cornice metallica che circonda la tastiera, poiché risultava fortemente deformata a seguito di un violento urto. Dopo aver rimosso il tabulatore, si è proceduto all’estrazione delle due spine di fissaggio mediante un martello contrario. La spina destra è uscita con facilità, mentre quella sinistra si è dimostrata estremamente tenace. È stato quindi necessario praticare un foro, filettarlo M3 e utilizzare il martello contrario avvitandolo direttamente nella nuova filettatura. Fortunatamente, dopo diversi tentativi, è stato possibile estrarla. La cornice è stata quindi riscaldata con un phon da carrozziere nel tentativo di raddrizzarla; tuttavia, come spesso accade con le leghe da fusione, l’operazione non ha avuto successo: il materiale ha criccato e si è spezzato in corrispondenza del punto di fissaggio del tabulatore.
Fortunatamente avevo a magazzino una Continental della stessa versione destinata ai ricambi, dalla quale è stato possibile recuperare il componente necessario. L’alternativa sarebbe stata la saldatura TIG, tecnica che utilizzo con successo da molti anni sui telai in ghisa; in questo caso, però, avrebbe presentato notevoli difficoltà, poiché il materiale era una lega di alluminio, probabilmente ad alto tenore di zinco (ZAMAK), notoriamente difficile da saldare.
Per riportare una Continental Standard in perfette condizioni di funzionamento è indispensabile ricostruire i diversi componenti in gomma, che con il passare degli anni tendono a indurirsi fino, in alcuni casi, a sgretolarsi completamente. Piedini, rullo di stampa principale e rullini di trascinamento carta, sia inferiori sia frontali, devono essere rinnovati. Tutto ciò è reso possibile dall’esperienza e dalle attrezzature specialistiche disponibili in laboratorio. Per maggiori informazioni sul rifacimento dei rulli e dei rullini, potete consultare questa pagina.
Contro lo sporco ostinato, seccato dopo cinquanta e più anni di abbandono, il classico abbinamento di petrolio e pennello potrebbe fare ben poco. Mi riferisco in particolare a bianchetto secco, residui di gomma da cancellare — talvolta addirittura fusi dal calore di una soffitta —, grasso indurito, depositi di sebo misti a pelle morta e così via. La vasca a ultrasuoni che utilizzo nei miei restauri è stata realizzata da una ditta specializzata ed è stata studiata e costruita su misura specificamente per il lavaggio delle macchine per scrivere.
Come funziona? Il fenomeno alla base è quello della cavitazione. Le potenti onde generate dai sonotrodi vengono trasmesse all’acqua, creando microbolle ad altissima pressione che implodono a contatto con il pezzo. Utilizzando una semplice soluzione di acqua e sapone si ottiene un’azione combinata: un effetto fisico di “microspazzolatura” ad alta frequenza, unito all’azione sgrassante del detergente disciolto nel bagno. Il risultato è eccellente e, utilizzando saponi biodegradabili, anche l’impatto ambientale rimane ridotto.