Il capolavoro: 1916, Olivetti M1

Una macchina da scrivere unica, un'opera di ingegno senza pari.

Olivetti M1 è la prima e più rinomata macchina da scrivere italiana. Ha una complessità meccanica senza paragoni ed è stato sotto tutti gli aspetti il più impegnativo e curato restauro che ho affrontato: vedi approfondimento.
Restauro completato in Maggio 2016, cento anni dopo la sua produzione!


1879, Remington standard 2: la prima macchina da scrivere industriale

Questa splendida macchina da scrivere di fine '800 fu la prima ad essere prodotta in numero considerevole, e quindi in questo senso "industriale". 

La soluzione meccanica più rilevante è l'introduzione del tasto delle maiuscole, che usiamo ancora oggi.

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1887, Yost 1

Un cinematismo geniale portò al successo questa macchina da scrivere e la rese il prodotto con la miglior qualità di scrittura presente sul mercato per molti anni.

La macchina era prodotta a Bridgeport, USA.

L'idea del cinematismo a cavalletta Yost fu applicato anche sulle macchine da scrivere successive a scrittura visibile di questa casa.

Il restauro è stato impegnativo per la mancanza di alcuni componenti che si sono dovuti ricostruire basandosi su foto e su elementi speculari presenti sulla macchina.

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1900, Caligraph New Century

La macchina si presentava in condizioni di conservazione discrete se non fosse per le 7 gravi rotture al telaio di ghisa e alle staffe del carrello. Macchine come questa sono meravigliose e ricercate dai collezionisti europei, ma praticamente introvabili sul nostro mercato. Devono perciò affrontare un viaggio molto rischioso per arrivare nelle nostre case, viaggio che a volte, come in questo caso, ha tragiche conseguenze. Vedi restauro


1901, Fay - Sholes

Un restauro complesso per via dei 4 punti di rottura sul lato anteriore, e dalla mancanza dei pattini di scorrimento.

La particolarità di questa macchina è l'introduzione di un meccanismo delle maiuscole basato sullo spostamento del cestello dei caratteri e non del rullo come precedentemente aveva adottato nel 1879 Remington con il Mod. 2.

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1905, Mignon 2 AEG  rossa

E' una macchina che suscita sempre curiosità tra il pubblico quando la espongo nelle mostre che allestisco. Il meccanismo che ha all'interno è elementare: Il "pennino" che utilizza l'operatore per selezionare le lettere è collegato ad una cremagliera che imprime la rotazione al tampone, e ad una cerniera che permette il movimento lungo l'asse del tampone; due pettini con invito permettono il posizionamento esatto del tampone sui una serie di punti prestabiliti.

I primi esemplari di mignon 2 vennero prodotti anche nella versione rossa. E' questa una variante molto rara e si differenzia oltre che per il colore sgargiante anche per altri dettagli come la punzonatura ad asola al centro del poggiafoglio al fine di evitare che riponendola in valigia il tampone ammaccasse la lamiera.


La macchina americana.. più ignorante

La Rex Visible! Iniziato il suo restauro questa macchina da scrivere mi ha subito colpito per le sue (assenti) finiture meccaniche, per il sovradimensionamento degli organi del cinematismo e del telaio. Il modello su cui ho lavorato è databile 1916, ma fu commercializzata fin dal 1911 con il nome di "Harris Visible". Ricercando la sua storia in siti di settore mi sono imbattuto in una locandina pubblicitaria che recitava "Garantita per 10 anni, le aste sono il 50% più resistenti di quelle delle altre macchine, costruita per sopravvivere a tutto." Il mio presentimento era quindi fondato, si tratta di una macchina volutamente sovradimensionata, ma grezza per riuscire a rimanere nel prezzo di vendita di 39.80 dollari (1914), che va paragonato ai 58.30 dollari che servivano per acquistare una Lc Smith Corona. Vanno comunque tenute a mente la raffinatezza delle soluzioni meccaniche di quest'ultima, che condizionavano un prezzo superiore.

Il cinematismo non ha nessun sistema di fine corsa per la sovrapressione delle aste, che essendo pure molto grosse tendono a rovinare foglio e rullo se non si usa un tocco adeguato.

Una soluzione meccanica simpatica è invece il meccanismo di sgancio rapido del carrello che consiste in una leva che tiene premuto il rullo, disimpegnabile grazie ad una piccola levetta eccentrica. Soluzione utile in assistenza vista la alta usura del rullo, che andava quindi periodicamente ripassato al tornio.


1975,  "la pallina scrivente"

E' stata una revisione piuttosto impegnativa, ma l'emozione di fare rivivere una macchina elettromeccanica complessa e raffinata come questa ripaga!

E' la seconda Olivetti Lexicon 90 che revisiono, e vi ho trovato gli stessi problemi della prima: meccanica completamente bloccata dal grasso secco;  innesto frontale rotto sul lato frizione dell'avvolgimento del nastro; frizione in sughero di ritorno del carrello che scivola; cinghie da tirare; nastro secco che bisogna re-inchiostrare vista la difficile reperibilità delle sue speciali cartucce.

Puoi trovare tra i restauri da me effettuati un articolo sul funzionamento di questa splendida macchina da scrivere e la sua revisione:  vedi approfondimento