1916, Olivetti M1 restauro totale

 La meccanica della modello uno è tra le più complesse che siano state create per una macchina da scrivere, se non la più complessa. Sono state adottate soluzioni ingegnose, sebbene molto costose da realizzare al fine di avere un brevetto di proprietà esclusiva Olivetti per iniziare in Italia una produzione autonoma di macchine per scrivere. In alternativa per utilizzare soluzioni meccanicamente più semplici l'azienda avrebbe dovuto pagare delle royalties poichè tutte le soluzioni più semplici erano già state brevettate da altre case. Prima della Olivetti infatti furono brevettate e commercializzate una lunga serie di macchine a scrittura visibile moderne ed industriali, citiamo alcune in particolare: nel 1897 Underwood 1, nel 1900 la Underwood 5, nel 1904 la Continental e la Stoewer, 1905 LC Smith, 1906 Royal, 1908 Remington n°10; tornando in Europa nello steso anno Triumph, poi Urania, Torpedo... Solo nel 1911 in occasione dell' Esposizione Internazionale di Torino, sarà presentata la meravigliosa Olivetti Modello Uno.

 Così la M1 nasce con un complesso cinematico basato sul manovellismo di spinta rotativo. La forza verticale applicata sui tasti viene trasformata in rotazione di alberi e amplificata fino all'aggancio con le aste. L'azionamento dello scappamento è indiretto rispetto alle aste dei caratteri ed è quadripartito. L'alzo del rullo per attivare le maiuscole è molto complicato ed anche il meccanismo di selezione del colore non è da meno... Il gioco di ogni albero è registrabile e la perfetta regolazione della scrittura è garantita da decine di registrazioni.

Dopo il restauro... Una delizia per gli occhi!


Ma prima del restauro... Un lavoro ambizioso!

 La macchina da scrivere si presentava in cattive condizioni di conservazione. L'ossido aveva bloccato praticamente tutti i meccanismi, oltre che aver attaccato il telaio e le parti nichelate in numerosi punti. Il lavolo in legno originale era andato perduto, come la valigia. La molla di carica rotta, il tirante del carrello mancante, il sottile premicarta ad asta frontale lo trovai già sostituito con il modello successivo di derivazione M20. Il lavoro si prospettava molto impegnativo, la metodologia di restauro scelta in questo caso è quella del restauro totale.

 La macchina è stata smontata tutta fino a portarla a nudo. Tutte le parti verniciate sono state  fatte sabbiare e riverniciate in carrozzeria, tutte le parti nichelate sono state potate in una cromatura per essere ripristinate. I più attenti avranno notato nelle foto qui sopra della macchina a lavoro ultimato, che le nichelature non presentano quell'effetto a buccia d'arancia che si vede haimè nelle nichelature di altre M1 restaurate. Questo perchè la spazzolatura per la rimozione dell'ossido è un'operazione che se fatta bene impiega molto tempo, quindi i cromatori gettano le parti a cromare subito dopo una blanda spazzolatura, che non toglie completamente tutte quelle imperfezioni create dalla corrosione. Per prevenire il problema ho eseguito personalmente la spazzolatura, e poi ho portato i pezzi già puliti in cromatura. Dopo la nichelatura, alcuni pezzi si sono dovuti riprendere al tornio per eliminare il materiale in eccesso così da riportarli alla tolleranza di scorrimento ottimale. La meccanica è stata lavata con un sapone specifico per la rimozione di ossidi e tecnologia ad ultrasuoni e poi risciacquata con petrolio lampante. La foto del fondo della vasca in cui si vede la quantità dei residui non solubili al termine del lavaggio è molto indicativa della quantità di sporcizia e ossidi attaccati alla meccanica, e della qualità del lavoro svolto. Tra gli altri lavori le decalcomanie sono state riprodotte in modo fedele, il tavolo era mancante ed è stato deciso di adattarne uno di una Olivetti M20 che è esteriormente quasi identico in quanto fatto dello stesso legno. La molla di carica è stata riparata e revisionata

Restauro completato nel Maggio 2016, cento anni dopo la sua costruzione!