La Olivetti MP1, acronimo di Macchina Portatile 1, fu la prima macchina per scrivere portatile commercializzata dalla Olivetti. Il suo nome corretto è Olivetti MP1 e non “La ICO”, come viene spesso erroneamente chiamata a causa del vistoso scudetto frontale recante l’acronimo ICO, che significa Ingegner Camillo Olivetti. Lo stesso emblema compare peraltro dentro ad uno scudo, applicato come decalcomania dorata, anche sui modelli Olivetti M1, M20 e M40/1.
Ma perché sulle M20 e M40 il modello è chiaramente indicato, mentre né la M1 né la MP1 riportano effettivamente il proprio nome? Il motivo è semplice e puramente commerciale. Quale cliente si sarebbe fidato di acquistare la primissima macchina per scrivere di un produttore ancora poco conosciuto, quando sul mercato dominavano importanti marchi americani ormai collaudati da molti anni? Soltanto un imprenditore poco accorto avrebbe scritto vistosamente “Modello N. 1” sulla propria prima macchina, perché una simile indicazione avrebbe potuto generare incertezza nel potenziale acquirente. Meglio quindi non riportare affatto il numero del modello — oppure addirittura partire dal “Modello N. 7”, senza che i modelli da 1 a 6 siano mai esistiti! Non fu il caso di Olivetti, ma alcuni costruttori adottarono realmente questa strategia. Adler, ad esempio, inaugurò nel 1898 la propria produzione di macchine per scrivere proprio con il Modello N. 7. In questo modo il cliente si sentiva più sicuro, convinto di acquistare una macchina il cui progetto fosse già stato ampiamente sperimentato e collaudato.
La Olivetti MP1 è una delle poche e particolari macchine per scrivere dotate di un cinematico con martelletti dentati: il martelletto non viene azionato da una semplice leva, ma mediante una dentatura ricavata direttamente sull’asta portacarattere in prossimità del suo fulcro. Tra le macchine precedenti che adottavano sistemi analoghi si possono citare la Mercedes Standard 1 e le Remington Portable 1, 2 e 3. Rispetto a queste, però, la MP1 presenta una caratteristica distintiva: il cinematico venne attentamente progettato per utilizzare una sola leva tra il tasto e l’asta portacaratteri. Il tasto è montato a un’estremità di questa leva, mentre l’estremità opposta è dentata, scorre dentro al settore e lì ingrana direttamente con il martelletto.
Il tocco di una MP1 è qualcosa di davvero particolare: morbido, diretto ed estremamente rapido. Con un rullo di stampa nuovo, anche il suono risulta particolarmente piacevole; la meccanica è solida e precisa, grazie anche al fatto che l’intero cinematico della tastiera è montato su un telaio monopezzo in ghisa finemente lavorato. Tengo inoltre a sottolineare che questo è uno di quei modelli che trae i maggiori benefici da un restauro professionale: non giudicate quindi le reali qualità di una MP1 dalle sensazioni offerte da un esemplare non restaurato, perché semplicemente non sono rappresentative di ciò che la macchina è realmente in grado di offrire.
Come mi scrisse una volta, in italiano, un mio caro cliente tedesco:
«Se dovessi scegliere una sola macchina per scrivere da tenere con me per il resto della vita, sarebbe la MP1. Ha tutto: design, portabilità, risposta al tocco più leggero e uno dei caratteri tipografici più eleganti, il “Simplicitas”.»
Si tratta di una versione particolarmente ricercata grazie a un’eccellente combinazione di caratteristiche: lo stesso colore rosso della macchina raffigurata nel celebre manifesto pubblicitario del 1934 di Xanti Schawinsky e l’elegante e ricercatissimo carattere tipografico “Italico”, passo 2,6 mm (N. 64 AR), prodotto dalla fonderia tipografica tedesca Alfred Ransmayer & Albert Rodrian.
Lo stato di conservazione della vernice originale di questo esemplare può essere definito molto buono: una vera fortuna. Purtroppo la smaltatura di queste bellissime Olivetti tende a sollevarsi e scrostarsi, talvolta anche in modo esteso, per una combinazione di fattori quali l’assenza di un fondo aggrappante, la levigatezza del metallo sottostante e le condizioni nelle quali la macchina è stata conservata.
Quando la vernice originale di una Olivetti MP1 necessita di ritocchi, occorre innanzitutto ricostruire con attente prove di miscelazione la tonalità esatta e intervenire poi quasi “chirurgicamente”, soltanto dove necessario, conservando il più possibile lo smalto originale nelle zone ancora in buono stato. Come accade per la maggior parte delle macchine per scrivere non nere, il colore originale non corrisponde ad alcuna tinta standard e deve quindi essere riprodotto mediante prove e progressive correzioni della miscela, aggiungendo o riducendo i colori base fino a raggiungere la tonalità corretta.
È importante osservare che la tonalità originale non è un rosso acceso, bensì un rosso smorzato e opaco. Purtroppo la maggior parte delle MP1 rosse che si incontrano sul mercato sono dei falsi; inoltre — e forse è una fortuna, perché questo ne facilita il riconoscimento — vengono generalmente riverniciate con tonalità palesemente errate, tipicamente utilizzando bombolette di Rosso Rubino RAL 3003. Se state valutando l’acquisto di una Olivetti MP1, fate quindi molta attenzione: diffidate dei venditori non qualificati e imparate a riconoscere le tonalità originali. Con un po’ di esperienza diventa piuttosto semplice distinguere una finitura autentica da una falsa.
Il restauro completo di una macchina per scrivere inizia con lo smontaggio della macchina, seguito da un accurato lavaggio di tutti i componenti meccanici, dapprima in vasca a ultrasuoni e poi mediante risciacquo con un solvente a base di petrolio.
Una volta pulito, ogni componente viene accuratamente asciugato e rimontato; il meccanismo interno viene quindi lubrificato con precisione nei punti necessari per garantire prestazioni ottimali. Anche la molla di carica viene smontata, pulita e rimontata con grasso nuovo, così da assicurare una tensione costante e un movimento fluido del carrello.
La macchina viene quindi sottoposta a un processo completo di registrazione, comprendente la messa a punto del cinematico, dell’alzo del nastro e dell’allineamento tra caratteri maiuscoli e minuscoli. I componenti soggetti alla naturale usura, come il nastro inchiostrato, i gommini, il tirante del carrello e le eventuali molle indebolite, vengono sostituiti con parti nuove.
Contro lo sporco ostinato, seccato dopo cinquanta e più anni di abbandono, il classico abbinamento di petrolio e pennello potrebbe fare ben poco. Mi riferisco in particolare a bianchetto secco, residui di gomma da cancellare — talvolta addirittura fusi dal calore di una soffitta —, grasso indurito, depositi di sebo misti a pelle morta e così via. La vasca a ultrasuoni che utilizzo nei miei restauri è stata realizzata da una ditta specializzata ed è stata studiata e costruita su misura specificamente per il lavaggio delle macchine per scrivere. Dopo il trattamento a ultrasuoni, tutti i componenti vengono accuratamente risciacquati con petrolio e pennello per eliminare anche le microscopiche tracce d’acqua eventualmente rimaste all’interno della meccanica.
Come funziona? Il fenomeno alla base è quello della cavitazione. Le potenti onde generate dai sonotrodi vengono trasmesse all’acqua, creando microbolle ad altissima pressione che implodono a contatto con il pezzo. Utilizzando una semplice soluzione di acqua e sapone si ottiene un’azione combinata: un effetto fisico di “microspazzolatura” ad alta frequenza, unito all’azione sgrassante del detergente disciolto nel bagno. Il risultato è eccellente e, utilizzando saponi biodegradabili, anche l’impatto ambientale rimane ridotto.
Corpo meccanico della Olivetti MP1 dopo lo smontaggio e il lavaggio a ultrasuoni.
Per riportare una Olivetti MP1 in perfette condizioni di funzionamento è indispensabile ricostruire i diversi componenti in gomma, che con il passare degli anni tendono a indurirsi fino, in alcuni casi, a sgretolarsi completamente. Piedini, rullo di stampa principale e rullini di trascinamento carta, sia inferiori sia frontali, devono essere rinnovati. Tutto ciò è reso possibile dall’esperienza e dalle attrezzature specialistiche disponibili in laboratorio. Per maggiori informazioni sul rifacimento dei rulli e dei rullini, potete consultare questa pagina.
Al termine del restauro, la macchina per scrivere viene sottoposta a un collaudo funzionale completo. Viene quindi rilasciato un certificato finale, dattiloscritto con la macchina stessa, firmato e timbrato, a garanzia dell’intervento.
Al termine del restauro, la macchina per scrivere viene sottoposta a un collaudo funzionale completo. Viene quindi rilasciato un certificato finale, dattiloscritto con la macchina stessa, firmato e timbrato, a garanzia dell’intervento.