Una nuova vita per questa Olympia SG1 del 1963! Presentata nel 1953, la SG1 fu la prima macchina per scrivere standard Olympia del dopoguerra e divenne rapidamente una delle macchine da ufficio tedesche di maggior successo del suo tempo. Prodotta nello stabilimento Olympia Werke di Wilhelmshaven, rimase in produzione fino al 1972, superando i 2,7 milioni di esemplari, una parte considerevole dei quali venne venduta sul mercato americano.
La sigla SG significa Schreibmaschine Groß, letteralmente “macchina per scrivere grande”, e identificava le macchine da ufficio Olympia di grandi dimensioni destinate a un utilizzo intensivo. La nomenclatura della casa comprendeva inoltre la sigla SM, Schreibmaschine Mittelgroß, per le macchine di dimensioni intermedie, e la sigla SF, Schreibmaschine Flach, per i modelli portatili più bassi e compatti, categoria alla quale apparteneva anche la successiva Olympia Splendid.
Dal punto di vista tecnico, la SG1 rappresentò un importante passo avanti rispetto ai precedenti modelli Olympia: l’alzo per le maiuscole veniva ottenuto facendo muovere il cestello portacaratteri anziché il pesante carrello. Anche il carrello poteva essere rimosso rapidamente, insieme alle guide e al relativo meccanismo di trazione, rendendo la manutenzione e l’eventuale sostituzione notevolmente più semplici. Queste soluzioni, semplici ma estremamente efficaci, si univano a una meccanica eccezionalmente robusta e precisa.
La macchina qui presentata aveva la meccanica in condizioni discretamente buone, mentre la carrozzeria era estesamente ossidata e la vernice originale fortemente sfogliata. È stato quindi eseguito un restauro completo, comprendente smontaggio integrale, sabbiatura e riverniciatura professionale in carrozzeria, mantenendo il caratteristico azzurro pastello “carta da zucchero”, tipico degli anni Sessanta.
Il collaudo finale è stato superato perfettamente: ancora oggi la SG1 offre uno dei cinematici più rapidi e fluidi che abbia mai provato. Non sorprende quindi che il modello abbia ottenuto un enorme successo negli Stati Uniti e sia stato particolarmente apprezzato dagli scrittori professionisti.
Un restauro completo di una macchina per scrivere inizia con lo smontaggio della macchina, seguito da un accurato lavaggio di tutti i componenti meccanici, dapprima in vasca a ultrasuoni e successivamente mediante risciacquo con un solvente a base di petrolio.
Una volta pulito, ogni componente viene accuratamente asciugato e rimontato; il meccanismo interno viene quindi lubrificato con precisione nei punti necessari per garantire prestazioni ottimali. Anche la molla di carica viene smontata, pulita e rimontata con grasso nuovo, così da assicurare una tensione costante e un movimento fluido del carrello.
La macchina viene quindi sottoposta a un processo completo di registrazione, comprendente la messa a punto del cinematico, dell’alzo del nastro e dell’allineamento tra caratteri maiuscoli e minuscoli. I componenti soggetti alla naturale usura, come il nastro inchiostrato, i gommini, il tirante del carrello e le eventuali molle indebolite, vengono sostituiti con parti nuove.
Per rimuovere lo sporco accumulato in decenni di abbandono, i metodi tradizionali come petrolio e pennello risultano spesso insufficienti. Residui di bianchetto secco, gomma da cancellare, grasso indurito e depositi biologici richiedono un approccio più efficace. Per questo viene utilizzata una vasca a ultrasuoni costruita su misura e specificamente progettata per il restauro delle macchine per scrivere. Il suo funzionamento si basa sulla cavitazione: le onde ad alta frequenza generano microscopiche bolle che implodono a contatto con i componenti, producendo una profonda azione meccanica di pulizia, unita all’azione sgrassante di una blanda soluzione saponosa. Utilizzando detergenti biodegradabili, il processo mantiene inoltre un basso impatto ambientale. Dopo il lavaggio, tutti i componenti vengono risciacquati in benzina rettificata per eliminare l’umidità residua e prevenire l’ossidazione prima della lubrificazione e del rimontaggio.
Dopo il lavaggio a ultrasuoni, la qualità costruttiva interna della SG1 diventa ancora più evidente. Con la meccanica perfettamente pulita e brillante, i componenti anodizzati in blu risaltano sul telaio verniciato di rosso, mettendo in mostra un livello di finitura raramente visibile all’interno di una macchina per scrivere. È quel genere di attenzione riservata a parti che l’utilizzatore, normalmente, non vedrà mai. Da questo punto di vista, la SG1 è davvero una Ferrari tra le macchine per scrivere: rapida e precisa nell’uso, ma altrettanto sorprendente sotto la carrozzeria.