1938, Erika Naumann Mod. M

 Un progetto di cinematismo ambizioso, materiali di qualità, precisione di realizzazione: sono queste le caratteristiche che danno vita ad Erika M. E' una macchina da scrivere portatile tedesca considerata da molti scrittori una delle migliori macchine da scrivere di tutti i tempi. Portatile sì per le dimensioni ma non per il peso; quando la si prende in mano viene da pensare come possa una macchina così piccola pesare così tanto! E' massiccia in quanto moltissime delle parti di precisione sono realizzate a partire da fusioni di ghisa. Il cinematismo è molto raffinato: la sua caratteristica principale è che i tasti scendono con un movimento ortogonale al piano di appoggio, e non seguendo un arco di cerchio come comunemente fanno le altre macchine da scrivere. Ma ci sono altre complicazioni! nel senso buono del termine come stessimo parlando di un orologio. Il meccanismo di movimentazione dei margini: pulsanti quadrato verde - quadrato rosso in basso a sinistra; ed il meccanismo di tabulatore: pulsanti T rossa - T verde in basso a destra. Tutto ciò la rende piuttosto complessa da restaurare. Alcune parti sembrano studiate appositamente per complicare la vita di chi come me deve fare la manutenzione, ma la fatica è ripagata al momento del collaudo risultando una macchina eccellente.

Una tastiera speciale per un cliente speciale:

 L'Erika Model M di questo articolo è stata restaurata per uno scrittore Irlandese, che mi disse di averla cercata per molto tempo in tastiera anglosassone QWERTY senza successo, al che gli ho risposto: "nessun problema, io posso costruirti tastiera che desideri!". Ricordiamo che il modello in questione è stato prodotto dal 1935 al 1949, pertanto è una produzione industriale che coincide con il periodo storico della Germania nazista. Le pochissime Erika M aventi tastiera inglese sono state prodotte nel breve periodo di produzione successivo alla fine della guerra; oppure sono modifiche a tastiere tedesche come questa da me realizzata.

Ricostruzione maniglia in pelle della valigia:

 Un lavoro artigianale di famiglia: mio padre nella sua vita lavorò prima come falegname, e poi fino alla pensione come tagliatore di pelle in una fabbrica di scarpe. Mia madre cuciva a macchina parti di scarpe a cottimo in casa, fino agli anno '90 in cui ci fu un generale fallimento e fuggi-fuggi all'estero delle aziende calzaturiere della Riviera del Brenta. Il materiale utilizzato è cuoio antichizzato, tagliato a mano con il classico coltellino da pelle. Poi cucito a macchina e rivettato sulla valigia. Il risultato è ottimo ed in linea con l'antichità della custodia.

Il collaudo formale della Erika M: