Il progetto della Royal Portable nacque nel 1926 con una tastiera standard a quattro file, due tasti per le maiuscole e una robusta valigia da trasporto in legno nero rivestita con un tessuto resistente, rendendo la macchina pratica e realmente portatile. La prima versione, conosciuta come Mod. P1, è immediatamente riconoscibile per le bobine del nastro lasciate a vista; tra il 1926 e il 1930 ne furono prodotti circa 260.000 esemplari.
Nel 1930 il progetto subì alcuni raffinamenti estetici: la carrozzeria venne ridisegnata introducendo i caratteristici copribobina ad ala di gabbiano, mentre i piedini vennero sostituiti da supporti quadrati in gomma con telaietti metallici inseriti al loro interno. Questa seconda versione, conosciuta come Mod. P2, raggiunse una produzione di circa 160.000 esemplari, prima che il restyling della carrozzeria del 1935 introducesse linee con angoli più arrotondati. L’esemplare presentato in questa pagina fu prodotto nel 1931 e appartiene quindi alla prima configurazione degli anni Trenta, generalmente considerata la versione più elegante e ricercata della Royal Portable. Questa macchina è inoltre particolarmente rara e desiderabile grazie a una notevole combinazione di caratteristiche: l’elegante finitura rossa, conservata in buone condizioni originali, e il ricercatissimo carattere tipografico Royal Vogue. Soltanto un numero limitato di Royal Portable venne prodotto con questo particolare carattere, rendendo esemplari come questo particolarmente apprezzati dai collezionisti.
Tra le varianti di produzione merita inoltre di essere ricordata la Mod. O, una versione economica nera introdotta nel 1932, mentre nel 1934 venne presentata la Mod. A, che aggiungeva il meccanismo di tabulazione alla gamma Portable.
Un restauro completo di una macchina per scrivere inizia con lo smontaggio della macchina, seguito da un accurato lavaggio di tutti i componenti meccanici, dapprima in vasca a ultrasuoni e successivamente mediante risciacquo con un solvente a base di petrolio.
Una volta pulito, ogni componente viene accuratamente asciugato e rimontato; il meccanismo interno viene quindi lubrificato con precisione nei punti necessari per garantire prestazioni ottimali. Anche la molla di carica viene smontata, pulita e rimontata con grasso nuovo, così da assicurare una tensione costante e un movimento fluido del carrello.
La macchina viene quindi sottoposta a un processo completo di registrazione, comprendente la messa a punto del cinematico, dell’alzo del nastro e dell’allineamento tra caratteri maiuscoli e minuscoli. I componenti soggetti alla naturale usura, come il nastro inchiostrato, i gommini, il tirante del carrello e le eventuali molle indebolite, vengono sostituiti con parti nuove.
Per riportare una Royal Portable in perfette condizioni di funzionamento è indispensabile ricostruire i diversi componenti in gomma, che con il passare degli anni tendono a indurirsi fino, in alcuni casi, a sgretolarsi completamente. Piedini, rullo di stampa principale e rullini di trascinamento carta, sia inferiori sia frontali, devono essere rinnovati. Tutto ciò è reso possibile dall’esperienza e dalle attrezzature specialistiche disponibili in laboratorio. Per maggiori informazioni sul rifacimento dei rulli e dei rullini, potete consultare questa pagina.
Le macchine per scrivere più prestigiose erano dotate di tasti vetrati, decisamente più durevoli rispetto ai più economici tasti ricoperti in acetato — lo stesso materiale un tempo utilizzato per le pellicole cinematografiche — che con il passare degli anni tende a creparsi, deteriorarsi e ingiallire. Il principale punto debole dei tasti vetrati è invece rappresentato dalla possibile infiltrazione di liquidi sotto il vetro, che può danneggiare permanentemente il cartoncino riportante il carattere, soprattutto nel caso di olio o sostanze a base di petrolio.
Per questo motivo alcuni tasti hanno richiesto un accurato smontaggio e restauro. Si tratta di un’operazione estremamente delicata, poiché è necessario rimuovere il vetro senza romperlo ed evitare qualsiasi danneggiamento del cerchiello metallico che lo mantiene in posizione.
Al termine del restauro, la macchina per scrivere viene sottoposta a un collaudo funzionale completo. Viene quindi rilasciato un certificato finale, dattiloscritto con la macchina stessa, firmato e timbrato, a conferma del superamento del collaudo e del completamento dell’intervento.