La Emerson No. 3 è una bellissima macchina per scrivere americana prodotta tra il 1909 e il 1914 nello stato dell’Illinois. Come accade per molte altre macchine per scrivere, la No. 3 non fu preceduta da alcun modello No. 1 o No. 2. La produzione ebbe inizio a Momence e fu successivamente trasferita a Woodstock, dove proseguì fino alla cessazione dell’attività dell’azienda.
Questa singolare macchina è dotata di tre caratteri per ciascun tasto e di un originale cinematismo con i martelletti disposti su due bancate separate, una a destra e una a sinistra. Le lettere minuscole sono posizionate al centro di ciascun carattere, le maiuscole inferiormente, mentre numeri e simboli si trovano nella parte superiore. La particolare forma dei coperchi dei martelletti conferisce alla macchina un aspetto inconfondibile, spesso paragonato a quello di un curioso grammofono.
La storia della Emerson Typewriter Company è tanto affascinante quanto travagliata, segnata da difficoltà finanziarie, cambi di proprietà e ambiziose idee progettuali che non riuscirono mai a trovare piena realizzazione. Chi desidera approfondire la storia dell’azienda può trovare un eccellente articolo, molto ben documentato e corredato da fonti storiche, sul blog OzTypewriter.
Perché ebbe un successo commerciale così limitato, tanto da diventare oggi una macchina rara e molto ricercata dai collezionisti? Nonostante fosse pubblicizzata come “The Greatest Achievement in Typewriter History”, la Emerson No. 3 presentava diversi limiti pratici. La tastiera offriva un comfort d’uso discutibile, mentre la qualità di stampa era generalmente mediocre, soprattutto per numeri e simboli. Poiché questi caratteri sono posizionati lontano dalla guida dei caratteri, i relativi martelletti tendono a vibrare durante l’impressione, producendo una stampa meno precisa (vedi il collaudo).
Anche il sistema di tabulazione rivela un difetto di progettazione piuttosto imbarazzante. Sebbene le pubblicità dell’epoca presentassero con orgoglio la macchina come dotata di tabulatore, si trattava in realtà di un sistema a posizioni fisse ogni dieci spazi, senza alcuna possibilità di programmare liberamente i punti di tabulazione. Ancora più sorprendente è il fatto che il sistema non fosse completo neppure come tabulatore fisso a intervalli di dieci: volendo raggiungere direttamente la posizione “40”, semplicemente non era possibile, perché il relativo tasto non esiste. Nella zona centrale della tastiera non era rimasto spazio per il meccanismo, poiché vi passava il gruppo dell’alzo del nastro. Al suo posto i progettisti installarono il pulsante “C.C.” per il cambio di posizione del nastro, lasciando così la macchina con un tabulatore incompleto e poco pratico.
Un restauro completo di una macchina per scrivere inizia con lo smontaggio integrale della macchina, seguito da un accurato lavaggio di tutti i componenti meccanici, dapprima in vasca a ultrasuoni e successivamente con un solvente a base di petrolio. Una volta pulito, ogni componente viene accuratamente asciugato, rimontato e lubrificato nei punti necessari per garantire un funzionamento fluido. Anche la molla di carica viene smontata, pulita, nuovamente ingrassata e rimontata, così da assicurare una tensione costante e un movimento affidabile del carrello.
La macchina viene quindi sottoposta a un processo completo di registrazione, comprendente la messa a punto del cinematico, dell’alzo del nastro e dell’allineamento tra caratteri maiuscoli e minuscoli. I componenti soggetti alla naturale usura, come il nastro inchiostrato, i gommini, il tirante del carrello e le eventuali molle indebolite, vengono sostituiti con parti nuove.
Per riportare la macchina per scrivere in perfette condizioni di funzionamento è stato necessario ricostruire i diversi componenti in gomma che, con il passare del tempo, si erano induriti e in alcuni casi completamente sgretolati. I piedini, il rullo di stampa principale, i rullini inferiori e quelli frontali di trascinamento carta sono stati tutti rinnovati mediante attrezzature specialistiche e tecniche sviluppate in anni di esperienza. Per maggiori informazioni, potete consultare questa pagina.
Al termine del restauro, la macchina per scrivere viene sottoposta a un collaudo funzionale completo. Viene quindi rilasciato un certificato finale, dattiloscritto con la macchina stessa, firmato e timbrato, a garanzia dell’intervento.