Introdotta nel 1958 dalla nota casa svizzera Paillard SA come evoluzione delle Hermes 2000 e Media, la Hermès 3000 è considerata una delle migliori macchine per scrivere portatili mai costruite. Apprezzata da scrittori, giornalisti e collezionisti, unisce robustezza e precisione meccanica a una digitazione fluida e a un design funzionale. La versione più ricercata è la prima serie, come l’esemplare qui presentato, caratterizzata dall’inconfondibile carrozzeria tondeggiante e dal colore verde salvia. Rimase in produzione fino alla metà degli anni Sessanta, quando venne sostituita dalla seconda versione con carrozzeria più squadrata. Tra i caratteri più desiderabili figura il Techno Square Pica, montato proprio su questa macchina e che potremo infine vedere in tutto il suo splendore sul certificato di collaudo.
Uno dei suoi maggiori punti di forza è la meccanica interna estremamente precisa, progettata con quella meticolosa attenzione al dettaglio tradizionalmente associata all’ingegneria svizzera. La tastiera è straordinariamente reattiva — forse persino troppo — e rende piacevole la scrittura veloce anche su testi lunghi. La Hermès 3000 è stata inoltre utilizzata da celebri autori come Jack Kerouac e Larry McMurtry.
Nel mondo dell’alta orologeria svizzera esistono le cosiddette grandi complicazioni; così, non senza una punta di feticismo, Hermes decise di dotare la 3000 di questa notevole complicazione. Un intricato sistema di fettuccia rossa e molle, collegato ai due marginatori meccanici e guidato da una serie di minuscole carrucole, consente all’operatore di visualizzare in rosso la posizione dei margini sinistro e destro direttamente all’interno della riga metrica. Inutile dire che durante la revisione è bastato pochissimo perché la fettuccia uscisse dalle proprie guide; rimontare e registrare l’intero meccanismo si è rivelato una vera avventura, che consiglierei soltanto ai meccanici più appassionati tra noi!
Un restauro completo di una macchina per scrivere inizia con lo smontaggio della macchina, seguito da un accurato lavaggio di tutti i componenti meccanici, dapprima in vasca a ultrasuoni e successivamente mediante risciacquo con un solvente a base di petrolio.
Una volta pulito, ogni componente viene accuratamente asciugato e rimontato; il meccanismo interno viene quindi lubrificato con precisione nei punti necessari per garantire prestazioni ottimali. Anche la molla di carica viene smontata, pulita e rimontata con grasso nuovo, così da assicurare una tensione costante e un movimento fluido del carrello.
La macchina viene quindi sottoposta a un processo completo di registrazione, comprendente la messa a punto del cinematico, dell’alzo del nastro e dell’allineamento tra caratteri maiuscoli e minuscoli. I componenti soggetti alla naturale usura, come il nastro inchiostrato, i gommini, il tirante del carrello e le eventuali molle indebolite, vengono sostituiti con parti nuove.
Per rimuovere efficacemente tutto lo sporco da questa Hermes 3000 ho scelto di utilizzare il lavaggio a ultrasuoni. Questo metodo è notevolmente più efficace rispetto al tradizionale abbinamento di pennello e petrolio, poiché riesce a raggiungere e pulire praticamente ogni parte della macchina: dalle strette fessure nelle quali scorrono le leve fino ai denti degli ingranaggi più piccoli e difficilmente accessibili, tutti punti nei quali sarebbe complicato intervenire accuratamente con un pennello. Come funziona? Il principio alla base è quello della cavitazione. Le potenti onde ultrasoniche prodotte dai trasduttori vengono trasmesse attraverso l’acqua, generando microscopiche bolle che collassano rapidamente in prossimità della superficie dei componenti da pulire. Utilizzando una semplice soluzione di acqua e detergente si ottiene un’azione combinata: un effetto fisico di “microspazzolatura” ad altissima frequenza, unito all’azione sgrassante del detergente disciolto nel bagno. Il risultato è eccellente e, aspetto altrettanto importante, presenta un basso impatto ambientale, poiché nella soluzione può essere utilizzato un detergente biodegradabile.




Nelle macchine per scrivere meccaniche è fondamentale che la molla di carica sia accessibile e revisionabile. Proprio come negli orologi meccanici, con il tempo la molla accumula polvere, vecchio grasso indurito e microscopiche particelle metalliche prodotte dallo sfregamento contro le pareti del proprio alloggiamento. Questi contaminanti finiscono per inquinare lo stesso lubrificante, compromettendo nel tempo efficienza e fluidità di funzionamento. La pulizia della molla e la sostituzione del lubrificante rappresentano quindi una parte importante di una revisione eseguita correttamente, garantendo una trazione costante del carrello e l’affidabilità a lungo termine del meccanismo. Trovare una simile mancanza su una macchina Swiss Made è, a mio parere, semplicemente inaccettabile.
Come nelle tastiere meccaniche di fascia alta, anche nelle macchine per scrivere la barra spaziatrice rappresenta uno degli elementi più critici nella ricerca di una sonorità di battitura piacevole. Sulle macchine standard questo costituisce raramente un problema, poiché i finecorsa della barra spaziatrice sono solitamente montati sulla robusta cornice in ghisa che circonda la tastiera. Sulle portatili, invece, se questo aspetto non viene progettato con attenzione, il risultato può essere decisamente sgradevole — e dal punto di vista sonoro questa Hermès si colloca tra le peggiori che abbia incontrato. In particolare, il montaggio dei finecorsa della barra spaziatrice direttamente sul fondello trasforma quest’ultimo, a tutti gli effetti, in un “woofer”, proprio come la membrana di un altoparlante, amplificando ogni impatto della barra. Naturalmente è anche una questione di gusti personali, ma a me non piace particolarmente. Se dovessi utilizzare regolarmente questa macchina, per me sarebbe indispensabile uno di quei grossi feltri da inserire tra la macchina per scrivere e il tavolo: una soluzione della quale, francamente, non ho mai sentito la necessità con altre macchine per scrivere.
Per riportare una Hermes 3000 in perfette condizioni di funzionamento è indispensabile ricostruire i diversi componenti in gomma, che con il passare degli anni tendono a indurirsi fino, in alcuni casi, a sgretolarsi completamente. Piedini, rullo di stampa principale e rullini di trascinamento carta, sia inferiori sia frontali, devono essere rinnovati. Tutto ciò è reso possibile dall’esperienza e dalle attrezzature specialistiche disponibili in laboratorio. Per maggiori informazioni sul rifacimento dei rulli e dei rullini, potete consultare questa pagina.
Al termine del restauro, la macchina per scrivere viene sottoposta a un collaudo funzionale completo. Viene quindi rilasciato un certificato finale, dattiloscritto con la macchina stessa, firmato e timbrato, a garanzia dell’intervento.